Come recedere dalla cessione del quinto

La cessione del quinto è un prestito personale e non finalizzato, disciplinato dal decreto del Presidente della Repubblica numero 180/1950. 

Questa forma di prestito inizialmente riservata solo ai dipendenti pubblici è stata poi estesa anche ai dipendenti privati, compresi quelli con contratto di lavoro a tempo determinato. Questo tipo di prestito è molto in voga in quanto può essere stipulato anche da persone con un passato da cattivi pagatori e protestati.

Inoltre è abbastanza semplice riuscire ad ottenere dei preventivi per la cessione del quinto.

Ma una volta concluso il contratto di cessione del quinto, è possibile recedere?

La risposta è sì: la facoltà di recesso dalla cessione del quinto consiste nella possibilità per il cliente di ‘ripensare’ al contratto e di optare per la sua cessazione, senza bisogno del consenso della banca o comunque dell’ente finanziario che eroga il finanziamento.

Il diritto al recesso del consumatore è previsto dall’articolo 7 della legge numero 229/2003.

Il recesso dalla cessione del quinto è senza penali ed il cliente, è bene ricordarlo, non deve fornire alcuna spiegazione.

Questo a patto che il recesso, in quanto facoltà, venga esercitato entro e non oltre 14 giorni dal giorno in cui si ha firmato il contratto. Deve essere inviato all’ente erogante una comunicazione, secondo i termini presi nel contratto, per comunicare in maniera formale la propria volontà di recedere.

Se il finanziamento è stato già erogato, si hanno trenta giorni di tempo dall’invio della comunicazione di recesso all’ente erogatore per restituire il capitale, con tanto di interessi maturati fino a quel momento, che devono essere calcolati secondo quanto previsto nel contratto. Il cliente, inoltre, deve rimborsare all’ente erogatore l’imposta sostitutiva che questi ha corrisposto all’ente pensionistico o datore di lavoro.

I 15 giorni entro i quali esercitare la facoltà di recesso partono dal momento della firma sul contratto che autorizza la liquidazione del denaro. È necessario inviare la formale dichiarazione di esercizio della facoltà di recesso tramite raccomandata a/r indicando i vostri dati, quelli dell’ente erogante ed esprimendo chiaramente la volontà di recedere dal contratto. Abbiate sempre con voi una copia del documento firmato.

Per ogni controversia sul tema è possibile rivolgersi all’Arbitro Bancario Finanziario che risolve le diatribe fra clienti e banche.